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Filmare in slow motion: spiegazione di frequenze dei fotogrammi, attrezzatura e tecnica

Slow Motion filmen: Bildraten, Ausrüstung und Technik erklärt

LuoZiva |

Un mountain biker sembra librarsi senza peso sopra un salto. Un’onda avanza e si infrange mostrando ogni dettaglio. La manica di una ballerina traccia una scia nell’aria. È proprio per momenti come questi che è stato inventato lo slow motion e, in un mondo che ogni anno gira più velocemente, vedere immagini che finalmente rallentano ha qualcosa di quasi meditativo.

Tuttavia, il rallentatore cinematografico non è un filtro che si può semplicemente attivare. Per ottenere un effetto fluido, nitido e consapevole, servono una conoscenza delle frequenze fotogrammi, la tecnica di ripresa corretta e l’attrezzatura adeguata. Questa guida affronta tutti e tre gli aspetti.

Come funziona davvero il rallentatore

Il rallentatore non nasce dal fatto di filmare lentamente: nasce dal fatto che più viene registrato rispetto a quanto viene mostrato in seguito, e la riproduzione avviene poi a velocità normale.

Una fotocamera che registra a una frequenza fotogrammi elevata memorizza più fotogrammi al secondo di quanti ne vengano effettivamente riprodotti alla fine. Quando questo materiale viene poi riprodotto a una frequenza inferiore, ogni secondo reale si distribuisce su più fotogrammi e il movimento appare rallentato.

Il materiale registrato a 120 fotogrammi al secondo e riprodotto ai consueti 30 fps appare quattro volte più lento rispetto alla realtà. Non vengono saltati fotogrammi né viene creato movimento a posteriori: il rallentamento nasce esclusivamente dall’eccesso di informazioni catturato durante le riprese.

Panoramica delle frequenze fotogrammi: cosa sapere

La frequenza fotogrammi con cui giri determina quanto margine avrai in seguito per il rallentatore in fase di montaggio.

Frequenza fotogrammi di ripresa

Velocità di riproduzione

Fattore di rallentamento

60 fps

30 fps

2× più lento

120 fps

30 fps

4× più lento

240 fps

30 fps

8× più lento

4K 120 fps

30 fps

4× più lento

Più alta è la frequenza fotogrammi scelta per la ripresa al rallentatore, più fluido apparirà il materiale quando viene rallentato. Qualsiasi cosa girata a una frequenza bassa e allungata eccessivamente in post-produzione apparirà scattosa, indipendentemente dalla qualità del software di montaggio.

*Riprese video di Matti Haapoja

Scegliere la frequenza fotogrammi giusta per il soggetto

60 fps sono adatti a un leggero rallentamento, ad esempio per riprese di viaggio, sequenze di persone che camminano o contenuti lifestyle quotidiani.

120 fps sono la frequenza fotogrammi standard per la maggior parte dei filmmaker e una scelta sicura quando non si sa da dove iniziare. Questa frequenza è adatta per i rallenty sportivi, le sequenze di corsa e le riprese al rallentatore di animali nella fotografia naturalistica, i cui movimenti sono difficili da prevedere.

240 fps sono davvero riservati alle azioni rapide: uno spruzzo d’acqua al rallentatore, un atterraggio acrobatico, un veicolo in movimento, situazioni in cui persino una frazione di secondo si trasforma in diversi secondi di materiale utilizzabile.

Girare in slow motion: tecniche di base

Ruotare alla frequenza fotogrammi più alta praticabile. In montaggio non si può creare dal nulla uno slow motion fluido se durante le riprese non sono stati catturati abbastanza fotogrammi.

Adatta il tempo di otturazione al frame rate. La regola dell’otturatore a 180 gradi è il valore standard: il tempo di otturazione dovrebbe essere circa il doppio della velocità del frame rate, ovvero circa 1/120 s a 60 fps, 1/240 s a 120 fps e 1/480 s a 240 fps. Se non si rispetta questa regola, il movimento apparirà innaturalmente nitido oppure sfocato.

Fai entrare più luce di quanto immagini inizialmente. I tempi di otturazione più brevi lasciano passare meno luce; per questo le riprese con frame rate elevati traggono vantaggio da condizioni luminose, illuminazione aggiuntiva o un valore ISO più alto, così da mantenere pulito il materiale.

Tieni ferma la videocamera. Anche i tremolii della videocamera vengono riprodotti più lentamente nello slow motion, e i movimenti che a velocità normale passano quasi inosservati diventano chiaramente visibili quando vengono rallentati.

Usa il rallentatore in modo mirato. Funziona particolarmente bene nello sport, con l’acqua, la fauna selvatica, i veicoli, la danza e le emozioni umane autentiche: in tutti i casi in cui nell’immagine è presente un movimento reale. Se la si usa troppo spesso, perde il suo effetto.

Scegliere l’attrezzatura giusta per le riprese al rallentatore

Perché l’obiettivo è fondamentale per le riprese al rallentatore

Poiché i frame rate elevati richiedono tempi di otturazione brevi, che lasciano passare meno luce, il diaframma dell’obiettivo diventa uno dei principali elementi di controllo dell’intero processo. Un obiettivo Cine luminoso per le riprese video lascia entrare molta più luce con tempi di esposizione brevi, producendo così materiale pulito e con meno rumore, senza dover aumentare eccessivamente il valore ISO.

Un vero obiettivo Cine offre inoltre un focus breathing più morbido e cambi di messa a fuoco uniformi e ripetibili: entrambi gli aspetti sono ancora più importanti nello slow motion, perché ogni irregolarità viene rallentata insieme al movimento e quindi amplificata. Nei primi piani ravvicinati ed emotivamente intensi, è proprio questo controllo della messa a fuoco a fare spesso la differenza tra immagini dall’aspetto cinematografico e immagini che sembrano semplicemente lente.

La serie di obiettivi Cine di SIRUI è progettata proprio per questo: diaframmi luminosi per le riprese al rallentatore in condizioni di scarsa luce e il controllo meccanico della messa a fuoco, su cui i filmmaker fanno affidamento per i primi piani ricchi di dettagli.

Con la serie SIRUI Night Walker sono già stati realizzati materiali di esempio in slow motion, e le prestazioni hanno convinto sotto ogni aspetto. Trovi qui maggiori dettagli: https://www.youtube.com/watch?v=w0GFuOX6DyI

Mantieni stabile la composizione dell’immagine

Il rallentatore mette spietatamente in evidenza ogni debolezza nella stabilizzazione della videocamera. Un’immagine handheld tremolante, che a velocità normale può ancora sembrare energica, se rallentata a un quarto o a un ottavo della velocità originale può apparire decisamente instabile.

Un treppiede solido per le produzioni video elimina questa incertezza nelle inquadrature statiche, ad esempio in una ripresa grandangolare fissa di un’onda che si infrange o in un’inquadratura fissa del movimento di una ballerina. È proprio a questo scopo che è stata progettata la serie di treppiedi SIRUI, comprese le varianti in carbonio: un supporto stabile e leggero per le condizioni outdoor e sul posto in cui nasce gran parte delle migliori riprese al rallentatore.

Creare un rallentatore in post-produzione

1. Importate il materiale nel software di montaggio.

2. Regolate la velocità di riproduzione – 50% per un rallentatore 2×, 25% per 4× o 12,5% per 8×, a seconda della frequenza dei fotogrammi originale.

3. Controllate attentamente il risultato. Un rallentatore fluido in fase di montaggio dovrebbe risultare uniforme, senza scatti visibili o fotogrammi mancanti.

4. Aggiungete il tocco finale – Musica sincronizzata con il movimento, speed ramp, color grading e sound design. Sono proprio questi elementi a fare spesso la differenza tra un filmato semplicemente lento dal punto di vista tecnico e una ripresa davvero cinematografica.

Errori comuni nelle riprese al rallentatore

 Registrare con una frequenza dei fotogrammi troppo bassa. Se si forza un rallentatore estremo partendo da materiale standard a 30 fps, il risultato appare scattoso.

 Prevedere una luce insufficiente. I tempi di esposizione brevi richiedono più luce; in caso contrario, il materiale risulterà rumoroso e poco nitido.

 Ignorare la regola del tempo di posa. Chi ignora la regola dei 180 gradi rischia di ottenere movimenti innaturalmente nitidi o eccessivamente sfocati.

 Usare l’effetto troppo spesso. Riservatelo ai momenti che lo meritano davvero.

 Dimenticare l’audio. Il materiale rallentato allunga anche la traccia audio originale: prevedete quindi un sound design o una musica separati.

FAQ

Il rallentatore riduce la qualità dell’immagine? Non necessariamente. Con una frequenza dei fotogrammi elevata e luce sufficiente, i filmati al rallentatore possono risultare nitidi quanto le riprese a velocità normale. Tuttavia, alcune fotocamere riducono la risoluzione o ritagliano il sensore alle frequenze più elevate; perciò è bene verificare prima le specifiche tecniche della fotocamera.

È possibile trasformare successivamente in rallentatore materiale già registrato? Sì, la maggior parte dei programmi di montaggio consente di ridurre la velocità di riproduzione in un secondo momento. Tuttavia, con materiale a 24 o 30 fps esiste un limite preciso: se viene rallentato eccessivamente, compaiono scatti o fotogrammi intermedi dall’aspetto artificiale.

Perché i miei filmati al rallentatore risultano scattosi? Nella maggior parte dei casi, la causa è una di queste tre: la frequenza dei fotogrammi originale era troppo bassa, il materiale è stato rallentato più di quanto tale frequenza consenta oppure durante il montaggio o l’esportazione sono andati persi dei fotogrammi. In genere, registrare a 120 fps o più permette di ottenere i risultati più fluidi.

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